Francesco PDF Stampa E-mail

 

E' una bella storia: bella e breve; proprio la sua brevità la rende speciale....

Allora .....un giorno di quasi autunno arriva una stella a riempire di luce una vita. Questa stella non ha avuto una lunga e lenta evoluzione per staccarsi dal cielo,ma, come una meteora, cosciente della brevità del tempo....arriva.

 

 

 

RSCN1467

 

 

Da quel momento alla gioia immensa si unisce la paura. Si la paura, dirai come si può aver paura di una cosa meravigliosa? Eppure la paura nasce proprio dalla meraviglia della "creazione".

Fino a quel momento potevi avere paura del buio, della solitudine......non dell'assenza.

Vi voglio raccontare, guardando le nuvole, un sogno meraviglioso e allo stesso tempo l'infinito.....che fa parte di questa storia.

Suona la sveglia, suona ancora ancora ancora; anche lei si affanna con il suo suono, ma non c'è più niente da svegliare, invece c'è qualcosa da risvegliare; qualcosa di cui appropriarsi perchè un sogno non svanisca e rimanga tale.

Quel qualcosa di cui appropriarsi sono i sentimenti che rimarranno nell'infinito del cielo e incontreranno anche queste nuvole in cammino. Apposta le si guarda.

Le nuvole cosa portano: portano a spasso la pioggia, che nostro malgrado ci piove addosso.

Così è la vita, ti porta a spasso fino a che non incontri qualcosa....che cade dal cielo.

Ma nel cielo, prima e dopo la pioggia, c'è il sole. Il sole quello che illumina le belle stagioni della vita, poi la pioggia che ingrigisce tutto, poi di nuovo il sole che ora illumina il dolore trasformandolo in ricordo, rimpianto ma soprattutto..... sentimento.

Il sentimento, i sentimenti sono l'unica cosa che resiste all'infinito, che ne fa parte integrante, lo pervade, gli da un senso, anche fosse quello della sofferenza.

Questa storia di infinito amore ora ve la racconto, fin dalle prime pagine scritte con le lacrime, ma  con la consapevolezza che l'amore supera barriere, arriva dove deve arrivare e passa oltre quel velo che divide la vita dalla morte, il cielo dalla terra.

Una mattina di primavera, un bel giorno di primavera, con i fiori di camelia, belli ed eleganti, che vedono uscire dalla vita un ragazzo insieme all'incredulità. Già se ne va, ma dove,perchè? Dove andava? Se ne va con la giacca della moto, le sue timberland ed i suoi jeans di primavera: bianchi.

Se ne va silenziosamente. Non come è vissuto.  

 

Francesco nasce a Terni il 1° settembre 1978.
Mamma e papà, molto giovani, in lui realizzano la completezza della loro vita. Già da piccolo era comunicativo e generoso; la sua maestra diceva:"non sembra un figlio unico!". Cresceva e insieme a lui cresceva la passione per il calcio; sopra al suo armadio c'erano sempre tante palle fatte con la carta stagnola, che per tiri sbagliati, finivano così in alto.
A quattordici anni comincia a suonare la chitarra come suo padre e , andando avanti, oltre a suonare bene, prende come punto fermo della sua musica Ligabue. Diceva che era "magico" per come suonava e per quello che riusciva a trasmettere con i suoi brani. Universitario, innamorato della vita, impegnato politicamente.
Operatore sociale nelle cooperative che offrono servizi sia terapeutici che riabilitativi alle persone che versano in gravi difficoltà di salute. Operava soprattutto nelle strutture in cui alloggiano i giovani. Sempre attento ai bisogni e alle sofferenze degli altri... era solito dire:"non bisogna andare lontano a cercare chi ha bisogno. Se qualcuno frequentasse il contesto sociale che io frequento nel mio lavoro, se ne renderebbe certamente conto!"

Per questo e per dare luce al dolore per la perdita di Francesco nasce "L'ASSOCIAZIONE FRANCESCO SCHIAREA". L'associazione opera nel territorio ternano a favore dei bambini e degli adolescenti con bisogni ed esigenze a cui le famiglie di appartenenza non possono far fronte.